Il sodium lauryl sulfate è un tensioattivo detergente, e la banca dati europea CosIng gli attribuisce quattro funzioni: detergente, denaturante, schiumogeno, tensioattivo detergente. Non compare negli allegati del Regolamento (CE) 1223/2009 fra le sostanze vietate o soggette a restrizione. La linea guida OCSE n. 439, che misura in vitro l’irritazione cutanea, lo suggerisce come controllo positivo, cioè come termine di paragone, in soluzione acquosa al 5%.
L’ultima di quelle frasi merita una spiegazione: dice una cosa precisa sullo strumento di misura, e spesso viene letta come un giudizio sulla molecola.
La voce che riguarda il gusto
Le definizioni di quelle sigle sono state pubblicate in Gazzetta ufficiale nel 2006, dentro l’inventario europeo degli ingredienti cosmetici. CLEANSING «aiuta a mantenere pulita la superficie del corpo»; FOAMING intrappola piccole bolle d’aria in un liquido modificandone la tensione superficiale; SURFACTANT, che CosIng oggi specifica in surfactant – cleansing, abbassa quella tensione e aiuta a distribuire il prodotto in modo uniforme.
La voce che resta è DENATURANT, e lo stesso testo la definisce così: «rende i cosmetici sgradevoli al gusto; si aggiunge soprattutto ai cosmetici che contengono alcol etilico». Quel compito riguarda il gusto del prodotto. Nell’elenco del sodium laureth sulfate, al posto di questa voce, compare l’emulsionante.
Perché è il metro di paragone
In CosIng la voce porta anche un nome chimico: Sodium dodecyl sulphate. Lo stesso nome, con il CAS 151-21-3, compare nella riga di quell’inventario del 5 aprile 2006. Nella letteratura di laboratorio la molecola si chiama così, abbreviata in SDS.
L’articolo 18 del Regolamento (CE) 1223/2009 vieta di immettere sul mercato cosmetici i cui ingredienti siano stati sottoposti a sperimentazione animale una volta che un metodo alternativo sia stato convalidato e adottato a livello comunitario, tenendo conto dello sviluppo della convalida in seno all’OCSE. Per l’irritazione cutanea quel metodo è descritto nella linea guida OCSE n. 439, adottata il 25 giugno 2025: applica la sostanza in esame a un’epidermide umana ricostruita e misura quante cellule restano vitali.
Al paragrafo 24 la linea guida chiede che ogni sessione contenga un controllo negativo e un controllo positivo: come positivo suggerisce una soluzione acquosa di SDS al 5%, come negativo acqua o soluzione fisiologica tamponata con fosfato. Il glossario definisce il controllo positivo come il campione trattato con «una sostanza notoriamente capace di indurre una risposta positiva», e il paragrafo 34 chiede che quei tessuti dimostrino di rispondere a una sostanza irritante nelle condizioni del metodo. Ai paragrafi 17 e 19 la molecola torna come esempio di sostanza di riferimento, per verificare che lo strato corneo resista alla penetrazione rapida.
Il glossario aggiunge una condizione: l’ampiezza della risposta del controllo positivo deve restare contenuta, perché la sua variabilità nel tempo si possa valutare. Il ruolo assegnato a questa molecola, quindi, è tarare lo strumento.
Concentrazione, tempo, risciacquo
I numeri della linea guida valgono insieme alle loro condizioni: 5% in acqua, applicazione diretta sull’epidermide ricostruita, esposizione fra 15 e 60 minuti, lavaggio della superficie con tampone acquoso o soluzione salina allo 0,9%, poi 42 ore di incubazione prima della misura. Tempi e temperature, precisa la linea guida, sono messi a punto per ciascun modello di epidermide.
Sul prodotto finito la valutazione è un’altra. Il Cosmetic Ingredient Review, il comitato di esperti che negli Stati Uniti riesamina gli ingredienti cosmetici per quel mercato, nella relazione finale del 1983 conclude che il sodium lauryl sulfate e l’ammonium lauryl sulfate risultano sicuri nelle formule pensate per un uso breve e discontinuo seguito da risciacquo accurato, e che per il contatto prolungato con la pelle la concentrazione dovrebbe restare entro l’1%. La tabella di riferimento del comitato, edizione settembre 2020, riporta ancora quella conclusione.
Le variabili sono tre: quanto, per quanto tempo, con quale risciacquo. Un dato di irritazione che non porti con sé tutte e tre descrive una condizione di laboratorio, e si ferma lì. Quanto una singola pelle tolleri un detergente si verifica su quella pelle, un prodotto alla volta.
I due record, campo per campo
In CosIng le due voci portano nomi chimici diversi: Sodium dodecyl sulphate per questa, sodium 2-(2-dodecyloxyethoxy)ethyl sulphate per il sodium laureth sulfate. La voce del sodium lauryl sulfate porta anche un nome della Farmacopea europea, natrii laurilsulfas, e una denominazione comune internazionale. Sull’altra quei due campi restano vuoti.
Che cosa segnalino le tre lettere «eth» è spiegato nella scheda del sodium laureth sulfate.
Dove lo trovi in etichetta
Compare come Sodium Lauryl Sulfate, nei prodotti pensati per detergere. L’ordine dell’elenco rispecchia le quantità soltanto sopra l’1%, e sotto quella soglia resta libero. In etichetta la percentuale esatta manca. Proprio quella, qui, è l’informazione che pesa di più.
Come funziona quella soglia è spiegato per esteso nella guida su come si legge un INCI. Se hai un’etichetta davanti, l’analisi INCI la traduce voce per voce.
Fonti: CosIng, Commissione europea, voci Sodium Lauryl Sulfate e Sodium Laureth Sulfate. Decisione 2006/257/CE del 9 febbraio 2006, GU L 97 del 5 aprile 2006, che modificava la decisione 96/335/CE, abrogata dalla decisione (UE) 2019/701 dall’8 maggio 2020. Regolamento (CE) 1223/2009, articolo 18. OECD, Test Guideline No. 439, In Vitro Skin Irritation: Reconstructed Human Epidermis Test Methods, 25 giugno 2025. Cosmetic Ingredient Review, Final Report on the Safety Assessment of Sodium Lauryl Sulfate and Ammonium Lauryl Sulfate, JACT 2(7):127-181, 1983.
Revisione: Redazione Eligenda Roma · 8 Agosto 2026
Riferimento normativo: Reg. (CE) 1223/2009: nessun allegato, nessuna restrizione, nessun parere SCCS collegato. Controllo positivo suggerito dalla OCSE TG 439
Dati degli ingredienti: CosIng, Commissione europea. Questa scheda descrive la funzione di un ingrediente e il quadro normativo europeo, e non sostituisce il parere di un medico.