A cura della Dott.ssa Emanuela Silvi, Founder di Eligenda Roma — Aggiornato a luglio 2026

INCI: cos'è e come leggere l'etichetta dei tuoi cosmetici

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l’elenco, obbligatorio per legge, di tutti gli ingredienti di un cosmetico, scritti con una nomenclatura internazionale identica in tutta l’Unione Europea. È, di fatto, la carta d’identità del prodotto: una volta che impari a leggerlo capisci cosa ti stai davvero applicando sul viso, al di là di quello che promette la confezione.

Le regole di base sono tre:

  1. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di concentrazione: il primo è il più abbondante.
  2. I nomi in latino indicano di solito sostanze vegetali o naturali, quelli in inglese sostanze chimiche o di sintesi.
  3. I coloranti si riconoscono dalla sigla CI seguita da un numero.

Nelle prossime righe vediamo come usarle per scegliere meglio i tuoi cosmetici, e anche dove l’INCI si ferma e non può aiutarti.

Etichetta INCI sul retro di una confezione di cosmetico

Cos'è l'INCI e cosa significa

INCI sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, cioè Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici: un sistema di denominazione standard, adottato a livello internazionale, che assegna a ogni materia prima cosmetica un nome univoco, uguale in ogni Paese che lo applica.

Il vantaggio è la trasparenza. Lo stesso ingrediente si chiama nello stesso modo su un prodotto italiano, francese o coreano: questo ti permette di sapere con esattezza cosa contiene un cosmetico — magari con l’aiuto del dermatologo, del farmacista o dell’estetista di fiducia — di riconoscere una sostanza a cui sei allergica o intollerante e di confrontare due creme in modo oggettivo, senza lasciarti guidare solo da ciò che promette la confezione. In sostanza, l’INCI trasforma un acquisto fatto sulla fiducia in una scelta ragionata.

L'INCI è obbligatorio? La normativa

Sì. In Europa l’elenco degli ingredienti in etichetta è obbligatorio dal 1997 (all’epoca lo imponeva la Direttiva 76/768/CEE) ed è oggi disciplinato dal Regolamento (CE) n. 1223/2009, la norma di riferimento per ogni cosmetico venduto nell’UE. L’articolo 19 stabilisce cosa deve comparire sulla confezione, compreso l’elenco degli ingredienti preceduto dalla parola “Ingredients”.

La nomenclatura INCI non vale solo in Europa: la adottano anche Stati Uniti, Canada, Corea del Sud, Brasile e molti altri mercati, il che ne fa uno standard globale. Per verificare il nome ufficiale di un ingrediente puoi consultare CosIng, il database pubblico della Commissione Europea che raccoglie tutte le sostanze cosmetiche con la relativa denominazione INCI.

In pratica: un cosmetico venduto in UE che non riporta l’INCI è fuori norma. L’elenco ingredienti non è una cortesia del produttore, è un obbligo di legge.

Come leggere l'ordine degli ingredienti nell'INCI di un cosmetico

Come si legge l'INCI: le regole fondamentali

Leggere l’INCI di un cosmetico non richiede una laurea in chimica: bastano poche regole applicate con metodo.

L'ordine decrescente di concentrazione

Gli ingredienti vanno dal più abbondante al meno abbondante. Il primo nome della lista è quindi la sostanza presente in quantità maggiore: nella maggior parte delle creme idratanti è l’Aqua, l’acqua, che fa da base a tutta la formula.

Da qui una regola utile: i primi 5-7 ingredienti dicono già molto di un prodotto. Se l’attivo prezioso che ti ha convinta all’acquisto compare solo in fondo, con ogni probabilità è presente in quantità minima.

La regola dell'1%

C’è però un’eccezione che conviene conoscere. L’ordine decrescente è rigoroso solo per gli ingredienti presenti in concentrazione superiore all’1%. Sotto quella soglia, il produttore può elencarli in ordine libero.

Per te significa che nella coda della lista, dopo conservanti e profumo, l’ordine non indica più le quantità. Un attivo che compare tra gli ultimi posti va quindi valutato con cautela: potrebbe essere presente in tracce, quanto basta per poterlo dichiarare in etichetta.

Nomi latini (naturali) e nomi inglesi (di sintesi)

Una comoda convenzione della nomenclatura INCI aiuta a orientarsi:

  • i nomi in latino indicano di solito materie prime botaniche non trasformate: Olea Europaea Fruit Oil (olio d’oliva), Argania Spinosa Kernel Oil (olio di argan), Prunus Amygdalus Dulcis Oil (olio di mandorle dolci);
  • i nomi in inglese indicano di solito sostanze chimiche o di sintesi, oppure ingredienti che hanno subìto una lavorazione: Glycerin, Niacinamide, Sodium Hyaluronate.

Resta una regola pratica, non una legge assoluta. Molti ingredienti dal nome inglese, come la glicerina o l’acido ialuronico, sono sicurissimi e tra i più preziosi in formulazione. L’origine, insomma, dice poco sulla qualità di un ingrediente: serve solo a capire da dove arriva.

I coloranti: la sigla CI seguita da un numero

I coloranti hanno una notazione a parte: la sigla CI (Colour Index) seguita da un numero. CI 77491 è un ossido di ferro rosso, CI 77891 il biossido di titanio, quello bianco. Nei fondotinta e nel make-up può capitare di trovarli tra parentesi quadre con la dicitura [+/-], cioè “può contenere”: è la lista dei coloranti alternativi usati nelle diverse tonalità di una stessa linea.

Asterisco e altri simboli

  • L’**asterisco (\*)** accanto a un ingrediente segnala in genere che proviene da agricoltura biologica.
  • Il simbolo del barattolo aperto (PAO, Period After Opening), con l’indicazione “12M”, “6M” e così via, dice per quanti mesi usare il prodotto dopo l’apertura.
  • La manina sul libretto rimanda a informazioni riportate a parte: la trovi sui formati troppo piccoli per contenere tutto.

Dove si trova l'INCI sulla confezione

Quasi sempre sul retro della confezione o sull’astuccio esterno, preceduto dalla parola “Ingredients”. Sui formati piccoli, dove lo spazio manca, l’INCI viene riportato su un cartellino, un foglietto allegato o un adesivo, richiamato dal simbolo della manina.

Un consiglio pratico: fotografalo con il telefono. A casa, con calma, potrai leggerlo o passarlo a una delle app che vediamo tra poco. In negozio, di fretta, è difficile ragionarci davvero.

Come riconoscere un buon INCI

Un INCI perfetto e valido per tutti non esiste: dipende dal tipo di prodotto e da ciò che cerchi. Alcuni segnali di qualità però ci sono:

  • Attivi funzionali in buona posizione. Se cerchi un siero all’acido ialuronico o alla niacinamide, controlla che questi ingredienti non siano relegati in fondo alla lista.
  • Coerenza tra promessa e formula. Un prodotto “all’olio di argan” dovrebbe avere l’Argania Spinosa Kernel Oil tra i primi nomi, non all’ultimo posto.
  • Pochi riempitivi al posto di veri principi attivi.

Un mito da sfatare, poi: un INCI corto non è automaticamente migliore di uno lungo. Una formula ben studiata può contenere molti ingredienti, perché attivi, emulsionanti e stabilizzanti hanno una funzione precisa; una lista corta, al contrario, può nascondere una formula povera. Quello che conta è la qualità e la posizione degli ingredienti, non il loro numero.

Gli ingredienti più discussi dell'INCI (e le scelte di formulazione Eligenda)

Alcune categorie di ingredienti fanno regolarmente discutere. Vale la pena conoscerle, con equilibrio e senza allarmismi.

Siliconi

Si riconoscono dalle terminazioni -cone, -siloxane, -silanol (i più comuni sono Dimethicone e Cyclopentasiloxane). Regalano quella sensazione setosa e vellutata appena applichi il prodotto. Non sono pericolosi, ma agiscono soprattutto in superficie, a livello sensoriale: chi predilige formule essenziali tende a limitarli.

Parabeni

Sui parabeni si è detto di tutto. Sono conservanti (Methylparaben, Propylparaben e simili) che proteggono il cosmetico dai microrganismi, e alle concentrazioni consentite il SCCS, il comitato scientifico dell’UE, li considera sicuri. Restano comunque tra gli ingredienti più discussi, e molti brand hanno preferito adottare sistemi conservanti alternativi.

Petrolati e paraffine

Su questi ho un’opinione precisa. Paraffinum Liquidum, Mineral Oil, Petrolatum, Cera Microcristallina sono derivati del petrolio: formano una pellicola occlusiva che trattiene l’acqua nella pelle, costano poco e sono molto stabili, ed è per questo che si trovano ovunque. Fanno il loro lavoro, ma restano inerti, senza portare alcun principio attivo. Sono esattamente il tipo di componente che, in linea con la filosofia Eligenda, preferiamo sostituire con oli e burri vegetali.

PEG, SLES e SLS

Nei detergenti trovi spesso i PEG (polietilenglicoli) e i tensioattivi Sodium Laureth Sulfate (SLES) e Sodium Lauryl Sulfate (SLS). Puliscono bene, ma SLS e SLES possono risultare aggressivi sulle pelli sensibili, mentre per i PEG si discute la possibile presenza di impurezze di lavorazione. Nei detergenti delicati si preferiscono tensioattivi più dolci.

Parfum e allergeni

La voce Parfum (o Fragrance) indica la miscela profumata, che può contenere allergeni da dichiarare separatamente in etichetta quando superano determinate soglie. Se hai la pelle reattiva, meglio orientarti su prodotti senza profumo o con profumazioni ridotte al minimo.

La dose fa il veleno. È il punto chiave: la semplice presenza di un ingrediente “discusso” non rende pericoloso un prodotto. Contano la concentrazione effettiva e la posizione nella lista. Vale anche il contrario: «naturale» non è sinonimo di «sicuro» (molti estratti vegetali sono allergizzanti), e allo stesso modo «di sintesi» non vuol dire «dannoso». Leggere l’INCI serve a ragionare, non a spaventarsi.

Le scelte di formulazione Eligenda

Questo equilibrio è il cuore della filosofia di Eligenda Roma. Le nostre formule nascono dall’esperienza clinica di un team di medici e farmacisti e seguono un principio semplice: tenere ciò che fa bene alla pelle ed eliminare ciò che serve soltanto a prolungarne la conservazione sullo scaffale o a renderne più gradevole la texture in superficie.

Per questo privilegiamo principi attivi ad alta biodisponibilità, come l’acido ialuronico a tre pesi molecolari e i peptidi biomimetici, e riduciamo i componenti non indispensabili, affidando texture e conservazione a soluzioni il più possibile affini alla pelle. I nostri prodotti sono testati dermatologicamente e realizzati in piccoli lotti presso laboratori certificati italiani: formule “pulite” per davvero, essenziali e pensate per la salute della cute.

Acido ialuronico e attivi funzionali in un INCI

Cosa l'INCI non ti dice

C’è un limite da tenere sempre presente: l’INCI dice quali ingredienti ci sono e in che ordine, ma non racconta tutto. Non indica le percentuali esatte di ogni sostanza, perché le aziende non sono tenute a dichiararle. Non dice nulla sulla qualità della materia prima: due oli di argan possono avere purezza ed efficacia molto diverse pur comparendo con lo stesso nome. E non racconta il processo produttivo né la stabilità reale della formula. Per questo l’INCI è uno strumento prezioso di orientamento, ma va letto insieme alla fiducia che riponi nel marchio e a ciò che la tua pelle ti restituisce con l’uso.

I 26 allergeni diventano circa 80: la novità del Regolamento UE 2023/1545

Fino a poco tempo fa la normativa europea imponeva di dichiarare in etichetta 26 sostanze allergeniche presenti nei profumi, al superamento di determinate soglie: 0,001% nei prodotti da non risciacquare e 0,01% in quelli da risciacquare. I più comuni che leggi in etichetta sono Limonene, Linalool, Citronellol, Geraniol, Coumarin.

La novità, che poche guide riportano: con il Regolamento (UE) 2023/1545 l’elenco degli allergeni da dichiarare è stato ampliato in modo consistente, fino a circa 80 sostanze. Le aziende devono adeguare le etichette entro il 2026 per i nuovi prodotti e il 2028 per quelli già in commercio. Nei prossimi mesi vedrai quindi etichette con più allergeni indicati: non è un peggioramento dei prodotti, ma un aumento di trasparenza a tuo favore.

Naturale non significa sicuro (e viceversa): i falsi miti

Qualche convinzione diffusa va smontata, perché una lettura consapevole dell’INCI passa anche da qui.

  • “Naturale = sicuro”. Non è così: molti allergeni, a partire dagli oli essenziali, sono naturalissimi. La sicurezza dipende dalla sostanza e dalla dose, non dall’origine.
  • “Chimico = dannoso”. Nemmeno: tutto è chimica, acqua compresa, e attivi di sintesi come l’acido ialuronico o la niacinamide sono tra i più efficaci e sicuri in circolazione.
  • “Senza conservanti è meglio”. Non sempre: senza un sistema conservante adeguato, un cosmetico a base d’acqua può contaminarsi e diventare un rischio concreto.
  • “INCI corto = qualità”. Contano la posizione e la qualità degli ingredienti, non la lunghezza dell’elenco.

Strumenti e app per analizzare l'INCI

Non devi imparare a memoria migliaia di ingredienti: ci sono strumenti che ti danno una mano.

  • Il BioDizionario, curato dal chimico Fabrizio Zago, è il riferimento storico italiano. Assegna a ogni ingrediente un “semaforo”: doppio verde (ottimo), verde (buono), giallo (attenzione), rosso e doppio rosso (impatto elevato), nero (da evitare). Puoi cercare un singolo ingrediente o incollare l’intero INCI nell’analizzatore.
  • EcoBioControl (ecobiocontrol.bio) è il progetto più recente dello stesso Zago, con un database aggiornato.
  • CosIng è la fonte ufficiale dell’Unione Europea, ideale per verificare nome e funzione di un ingrediente.
  • Tra le app, le più usate sono INCI Beauty, Yuka, Greenity e Biotiful: inquadri il codice a barre e ottieni una valutazione immediata.

Quanto ci si può fidare delle app? Per un primo orientamento sono molto utili, ma vanno usate con spirito critico. Molte assegnano il punteggio in base alla pericolosità potenziale del singolo ingrediente (l’hazard), senza considerare quanto ne contenga davvero la formula (il rischio): così un ingrediente sicuro alla dose d’uso può ricevere una valutazione ingiustamente bassa. Usale come bussola, non come verdetto definitivo.

Crema viso Eligenda Roma: come leggere l'INCI

Esempio pratico: come leggere l'INCI di una crema viso

Vediamo come applicare tutto a un elenco concreto. Prendiamo una crema viso idratante come tante, con questo INCI:

Aqua, Glycerin, Caprylic/Capric Triglyceride, Cetearyl Alcohol, Sodium Hyaluronate, Niacinamide, Butyrospermum Parkii Butter, Tocopherol, Xanthan Gum, Phenoxyethanol, Parfum, Citric Acid.

Leggiamola dall’inizio:

  • Aqua al primo posto: la base è acqua, del tutto normale in una crema.
  • Glycerin subito dopo: un umettante che trattiene l’idratazione; trovarlo in seconda posizione è un ottimo segnale.
  • Caprylic/Capric Triglyceride, Cetearyl Alcohol: emollienti e struttura della crema.
  • Sodium Hyaluronate, Niacinamide: gli attivi funzionali (acido ialuronico e vitamina B3), in buona posizione. La formula mantiene la promessa.
  • Butyrospermum Parkii Butter (burro di karité): un burro vegetale nutriente.
  • Tocopherol (vitamina E): antiossidante.
  • Xanthan Gum: addensante naturale.
  • Phenoxyethanol: conservante, sotto l’1% (siamo ormai nella coda della lista).
  • Parfum: la profumazione.
  • Citric Acid: regolatore di pH.

Guarda in che posizione compaiono gli ingredienti: gli attivi si collocano prima dei conservanti e del profumo. È esattamente il tipo di equilibrio che si cerca in una buona formula.

Domande frequenti sull'INCI

Cosa significa INCI?

È l’acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, la nomenclatura internazionale con cui si elencano gli ingredienti dei cosmetici in modo uniforme in tutta l’UE.

Come si legge l’INCI di un prodotto in 3 passi?

Primo: guarda i primi 5-7 ingredienti, i più abbondanti. Secondo: ricorda che sopra l’1% l’ordine è decrescente, sotto è libero. Terzo: distingui i nomi latini (naturali) da quelli inglesi (di sintesi), poi individua i coloranti (CI più numero) e il profumo.

In che ordine sono elencati gli ingredienti?

In ordine decrescente di concentrazione, ma solo sopra l’1%. Sotto quella soglia l’ordine è libero.

Perché alcuni ingredienti sono in latino e altri in inglese?

Per convenzione: il latino indica in genere materie prime vegetali o naturali, l’inglese sostanze chimiche o di sintesi. È una regola pratica, non un giudizio sulla qualità.

Cosa significano le sigle CI seguite da un numero?

Sono i coloranti, catalogati secondo il Colour Index (per esempio CI 77491 = ossido di ferro rosso).

Quali ingredienti “evitare” nell’INCI?

Una lista valida per tutti non esiste: dipende dalla tua pelle e dalle tue priorità. Meglio imparare a valutare concentrazione e posizione degli ingredienti più discussi — siliconi, petrolati, SLS/SLES, parabeni, profumo.

L’INCI è obbligatorio per legge?

Sì, nell’UE dal 1997, oggi in base al Regolamento (CE) 1223/2009.

Qual è la migliore app per leggere l’INCI?

BioDizionario ed EcoBioControl, e tra le app INCI Beauty o Yuka, aiutano per un primo orientamento. Vanno però usate con spirito critico, perché spesso non tengono conto della concentrazione reale nella formula.

Gira la confezione prima di guardare il fronte

Leggere l’INCI dei cosmetici significa smettere di scegliere alla cieca. Non serve diventare chimici: bastano poche regole — l’ordine decrescente, la soglia dell’1%, la differenza tra nomi latini e inglesi — e la voglia di guardare oltre la promessa stampata sulla confezione. La prossima volta che sei in profumeria, prova a girare la confezione prima ancora di leggere il fronte.

È la stessa consapevolezza che guida ogni formula Eligenda Roma: essenzialità, principi attivi ad alta biodisponibilità e trasparenza verso chi ci sceglie.

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