Carbomer è il nome che l’etichetta europea dà a una famiglia di polimeri dell’acido acrilico. Serve a dare consistenza: addensa l’acqua, la trasforma in gel quando una base ne alza il pH, tiene stabili le emulsioni. Sul piano normativo non compare negli allegati del Regolamento (CE) 1223/2009 fra le sostanze vietate o soggette a restrizione. Le tre funzioni che CosIng gli attribuisce lavorano tutte dentro il prodotto.

Il seguito riguarda due nomi scambiati di continuo e la chimica della texture.

Perché i numeri CAS sono sei

Il record CosIng del carbomer porta sei numeri CAS sulla stessa voce: 9007-20-9, 9003-01-4, 76050-42-5, 9062-04-8, 9007-16-3 e 9007-17-4. È una quantità inconsueta. Nella nostra copia della banca dati, su 9.194 voci che riportano almeno un numero CAS soltanto undici ne portano sei o più, e il carbomer è fra quelle.

Sotto un’unica denominazione di etichetta stanno quindi materiali registrati separatamente. La descrizione CosIng li accomuna così, acido 2-propenoico polimerizzato con l’etere 2-propenilico del 2,2-bis(idrossimetil)propano-1,3-diolo, cioè acido acrilico legato a ponte dall’etere allilico del pentaeritritolo.

Carbopol è un marchio

La differenza fra Carbopol e carbomer è la domanda più frequente su questa ricerca, e si chiude in una riga. Carbopol è un marchio registrato della Lubrizol Corporation, che lo dichiara in calce alle proprie pubblicazioni tecniche. Carbomer è la denominazione comune di glossario, quella che va stampata in etichetta.

Da lì nasce anche il malinteso sui numeri. Il Pharmaceutical Bulletin 1 della Lubrizol, edizione del 31 maggio 2011, elenca gradi come Carbopol 934, 940, 941 e 980, distinti per tipo e densità di reticolante e per il solvente di polimerizzazione. Tre di quelle cifre viaggiano anche nella farmacopea statunitense, che ha monografie intitolate Carbomer 934, 940 e 941. Il glossario europeo di etichettatura si ferma al nome: le voci che cominciano per Carbomer sono due, Carbomer e Carbomer/Papain Crosspolymer. Su un’etichetta europea si legge quindi Carbomer, per lo stesso obbligo di glossario che manda in etichetta il nome Cera Alba per la cera d’api.

Tre funzioni, tutte rivolte alla formula

CosIng attribuisce al carbomer tre funzioni: stabilizzante di emulsione, gelificante, regolatore di viscosità. La prima tiene insieme una miscela che tenderebbe a separarsi. La seconda trasforma un liquido in gel. La terza governa quanto quel liquido risulta denso.

Hanno tutte lo stesso bersaglio, il prodotto dentro il vasetto. È un ingrediente di texture: decide come un prodotto si comporta fra le dita, quanto resta dove lo hai messo, se cola. Nel catalogo delle funzioni CosIng esiste poi una famiglia dedicata all’azione sulla pelle, quella dei condizionanti cutanei. Al carbomer nessuna di quelle funzioni risulta assegnata, e chi arriva qui per sapere che effetto faccia alla pelle trova un record che di quello non parla.

L’acido, la base e il gel

Il bollettino Lubrizol descrive anche il meccanismo del gel. Le catene reticolate si gonfiano in acqua fino a mille volte il volume iniziale e formano un gel sopra una soglia di pH che il bollettino colloca fra 4,0 e 6,0. La ragione sta nei gruppi carbossilici della catena, che a quel punto si ionizzano e si respingono fra loro perché portano tutti carica negativa.

Il gel dipende quindi dal pH, e la base che serve ad alzarlo è a sua volta un ingrediente, con il proprio nome in etichetta. CosIng registra come voci autonome anche le forme già neutralizzate: Sodium Carbomer, Potassium Carbomer, Calcium Potassium Carbomer, TEA-Carbomer.

L’ultima merita una riga, perché mostra quanto la posizione normativa dipenda dalla base. TEA-Carbomer, il sale di trietanolammina, porta il riferimento III/62, lo stesso che CosIng attribuisce alla trietanolammina. Sul carbomer lo stesso campo è vuoto. Si tratta dello stesso polimero, neutralizzato con basi diverse, e ogni base gli fa cambiare voce di catalogo.

Dove starebbe scritto un divieto

Verifica dell’8 agosto 2026 su CosIng: la voce Carbomer risulta attiva, il campo delle restrizioni resta vuoto, nessun parere del Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori risulta collegato, e il carbomer non compare negli allegati del Regolamento (CE) 1223/2009 fra le sostanze vietate o soggette a restrizione.

Su questo nome torna spesso una domanda che riguarda il potere cancerogeno, e conviene sapere dove starebbe scritta la risposta. L’Allegato II del Regolamento porta per titolo Elenco delle sostanze vietate nei prodotti cosmetici, e l’articolo 14 è la norma che rinvia a quell’elenco. L’articolo 15 aggiunge un divieto autonomo: riguarda le sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione ai sensi del Regolamento (CE) 1272/2008, con le deroghe che l’articolo stesso elenca. In quell’allegato il carbomer non c’è. Un elenco di questo tipo fotografa una data e si ferma lì. Come reagisce una singola pelle è un’altra questione, che nessun elenco registra.

Dove lo trovi in etichetta

Compare come Carbomer, parola unica. La posizione nell’elenco dice poco: il bollettino Lubrizol colloca l’uso reologico di questi polimeri sotto l’1%, e l’ordine degli ingredienti rispecchia le quantità soltanto sopra l’1%, mentre sotto quella soglia è libero. La regola che governa quell’ordine sta nella guida su come si legge un INCI. Su un’etichetta intera lavora l’analisi INCI.

Fonti: CosIng, Commissione europea (voci Carbomer, TEA-Carbomer, Triethanolamine e i sali del carbomer), verificate in diretta l’8 agosto 2026. Lubrizol, Pharmaceutical Bulletin 1, edizione del 31 maggio 2011. Regolamento (CE) 1223/2009, articoli 14 e 15 e Allegato II. Regolamento (CE) 1272/2008.

Revisione: Redazione Eligenda Roma · 8 Agosto 2026

Riferimento normativo: Nessun allegato del Reg. (CE) 1223/2009. Il sale TEA-Carbomer porta il riferimento III/62

Dati degli ingredienti: CosIng, Commissione europea. Questa scheda descrive la funzione di un ingrediente e il quadro normativo europeo, e non sostituisce il parere di un medico.