Tocopherol è il nome INCI con cui la vitamina E compare in etichetta. La sua posizione normativa sta in una riga: il tocoferolo non compare negli allegati del Regolamento (CE) 1223/2009 fra le sostanze vietate o soggette a restrizione. Nei cosmetici può svolgere due compiti distinti che è facile confondere: rallenta l’ossidazione dei grassi dentro il barattolo e, in superficie, contribuisce all’aspetto e alla morbidezza della pelle.

Questa è la risposta breve. I due compiti meritano di essere separati, e sotto quella singola parola in etichetta si nasconde più di una molecola.

I due compiti di un antiossidante

Un antiossidante contrasta l’ossidazione. La confusione nasce perché l’ossidazione può avvenire in due posti distinti, e la stessa parola in etichetta copre entrambi.

Il primo posto è il prodotto. Gli oli e i burri di una formula, con il tempo, si alterano: cambiano odore, colore e consistenza. È lo stesso fenomeno che in cucina chiamiamo irrancidimento, e rallentarlo è il primo dei due compiti. In questo ruolo il bersaglio del tocoferolo è la formula, e il risultato è che il prodotto resta quello che era il giorno del riempimento.

Il secondo posto è la pelle. La banca dati europea CosIng attribuisce al tocoferolo quattro funzioni: antiossidante, fragranza, condizionante cutaneo e occlusivo. Le ultime due riguardano la superficie: la prima descrive un contributo all’aspetto e alla morbidezza, la seconda una barriera che rallenta l’evaporazione dell’acqua dalla pelle.

Qui sta il limite di quello che un’etichetta può dirti. CosIng registra le funzioni riportate per una sostanza in generale, in tutti i suoi impieghi possibili. La stessa riga può quindi corrispondere a un ruolo tecnico sulla formula, a un contributo in superficie, oppure a entrambi. A distinguerli basterebbe la percentuale, che però in etichetta non si dichiara.

Un nome solo, quattro molecole

La scheda CosIng definisce il tocopherol come l’insieme di alfa-tocoferolo, beta-tocoferolo, delta-tocoferolo e gamma-tocoferolo, presenti tutti oppure soltanto in parte. Alla stessa voce sono associati nove numeri CAS, i codici di registro che identificano le singole sostanze, e fra questi la banca dati annota con una sigla la forma D e le forme DL.

Nove identificativi per una sola parola in etichetta. Significa che Tocopherol è un nome di famiglia, e che due prodotti che lo dichiarano possono contenere miscele differenti. La voce di CosIng registra questa ampiezza, e saperlo evita di leggere in quella riga una precisione che non ha.

Tocopherol e tocopheryl acetate

In etichetta si incontra spesso una seconda voce, Tocopheryl Acetate. Ha un nome INCI proprio, numeri CAS propri e in CosIng un elenco di funzioni più corto: antiossidante e condizionante cutaneo.

Il motivo per cui esiste sta scritto in un documento che CosIng allega alla voce dell’acetato, il parere SCCNFP/0494/01 adottato il 25 settembre 2001 dal comitato scientifico della Commissione europea allora competente. Il testo descrive i composti della vitamina E come sostanze che prevengono o riducono al minimo la perossidazione lipidica, cioè l’ossidazione dei grassi, e spiega che l’acetato e il succinato dell’alfa-tocoferolo vengono impiegati nei cosmetici a causa della limitata stabilità a temperatura ambiente della forma nativa. Sempre in quelle pagine l’acetato risulta la forma di vitamina E più diffusa nei prodotti solari e di cura della pelle allora in commercio.

Poco più avanti il testo riporta un secondo dato. Uno studio condotto su volontari mostrava che l’alfa-tocoferolo acetato applicato sulla pelle viene assorbito dagli strati dell’epidermide e del derma in misura minore rispetto all’alfa-tocoferolo, e che la sua conversione nella forma libera era scarsa. Le due voci in etichetta descrivono quindi due sostanze con comportamenti differenti, e la preferenza per l’una o per l’altra in una formula è una decisione tecnica.

Quel parere riguarda l’acetato. Sulla base delle conoscenze disponibili allora, il comitato concluse che l’alfa-tocoferolo acetato non rappresentava un pericolo per la salute del consumatore, e non propose restrizioni o condizioni d’uso. Sul tocoferolo, CosIng non registra alcun parere del comitato scientifico.

Dove lo trovi in etichetta

Compare come Tocopherol. Vale la regola generale dell’ordine: le quantità sono rispettate soltanto sopra l’1%, e sotto quella soglia l’ordine è libero, quindi una posizione in coda dice poco più del fatto che l’ingrediente sia impiegato a bassa concentrazione.

Sul piano normativo la posizione è semplice da verificare: il tocoferolo non compare negli allegati del Regolamento (CE) 1223/2009 fra le sostanze vietate o soggette a restrizione. Gli allegati non fissano quindi per questo ingrediente una concentrazione massima.

Il funzionamento dell’ordine e la soglia dell’1% stanno per esteso nella guida su come si legge un INCI. Un’etichetta intera si decodifica con l’analisi INCI.

Fonti: CosIng, Commissione europea, voci Tocopherol e Tocopheryl Acetate. Parere SCCNFP/0494/01 final, adottato il 25 settembre 2001. Regolamento (CE) 1223/2009.

Revisione: Redazione Eligenda Roma · 8 Agosto 2026

Riferimento normativo: Nessuna restrizione: non compare negli allegati del Reg. (CE) 1223/2009. CosIng: ANTIOXIDANT, FRAGRANCE, SKIN CONDITIONING - MISCELLANEOUS, SKIN CONDITIONING - OCCLUSIVE

Dati degli ingredienti: CosIng, Commissione europea. Questa scheda descrive la funzione di un ingrediente e il quadro normativo europeo, e non sostituisce il parere di un medico.