Il phenoxyethanol è un conservante. Serve a impedire che un cosmetico si riempia di batteri e muffe dopo l’apertura. In Europa è ammesso fino all’1% e nel 2016 il comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori lo ha giudicato sicuro a quella concentrazione, bambini compresi.

Quella è la risposta breve. La parte interessante è come ci si è arrivati, perché nel mezzo c’è stato un dubbio vero, sollevato da un’agenzia sanitaria nazionale.

Che cosa fa dentro il prodotto

Qualunque cosmetico che contenga acqua è un ambiente in cui i microrganismi crescono volentieri. Senza un sistema conservante un barattolo aperto diventerebbe inutilizzabile nel giro di poche settimane. Il problema serio riguarda quello che vi cresce dentro e che poi finisce sul viso.

Il phenoxyethanol svolge questo compito. La banca dati europea CosIng gli attribuisce due funzioni, antimicrobico e conservante, e vale la pena essere precisi su che cosa significhi: il suo bersaglio sono i microrganismi che potrebbero crescere dentro il prodotto. La pelle resta fuori dal suo raggio d’azione. Non è un principio attivo, non ha un’azione cosmetica propria e non promette niente a chi lo applica. È l’ingrediente che permette a tutti gli altri di restare quello che erano il giorno in cui il prodotto è stato riempito.

Perché esiste un limite dell’1%

L’Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009 elenca i conservanti ammessi nei cosmetici in Europa. Il phenoxyethanol è il riferimento numero 29 e la concentrazione massima consentita è 1,0%.

Vale la pena leggere quel numero per quello che è. Qualunque ingrediente capace di uccidere microrganismi ha per definizione una soglia oltre la quale non è più ammesso, e fissarla è esattamente il lavoro del legislatore.

Il dubbio, e come si è chiuso

Nel 2012 l’agenzia francese ANSM presentò alla Commissione europea una valutazione del rischio che sollevava una preoccupazione precisa: proponeva di abbassare il limite a 0,4% nei cosmetici per bambini sotto i tre anni e di non usarlo affatto nei prodotti destinati all’area del pannolino. Altri Stati membri sollevarono osservazioni simili.

La richiesta arrivava da un’agenzia sanitaria nazionale, per via formale, con l’obiettivo di stringere una regola esistente.

La questione seguì il suo corso. L’industria presentò un dossier a difesa dell’1%, e la valutazione finì al Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori, l’organo tecnico indipendente della Commissione. Il parere SCCS/1575/16, adottato il 6 ottobre 2016, conclude che il 2-fenossietanolo è sicuro come conservante alla concentrazione massima dell’1,0%.

Sul punto dei bambini il comitato non gira intorno alla domanda. Riconosce che sotto i tre anni l’esposizione può essere più alta che negli adulti, calcola i margini di sicurezza per quello scenario e trova valori intorno a 50, contro un minimo richiesto di 25. Quel 25 merita una parola: il valore di riferimento abituale è 100, e il comitato lo abbassa perché per questa molecola esistono dati tossicocinetici specifici che riducono l’incertezza da coprire. È una scelta motivata nel documento, e conoscerla serve a leggere il confronto per quello che vale. Da qui la conclusione che la soglia copre anche i neonati e i lattanti. Il parere fu adottato senza opinioni di minoranza.

Che cosa quel parere non dice

Una precisazione che sta scritta nel documento e che vale la pena riportare: la valutazione non tiene conto dell’esposizione da fonti diverse dai cosmetici. Riguarda i cosmetici e si ferma lì.

E come per qualunque ingrediente, resta possibile una reazione individuale. Una valutazione di sicurezza descrive quello che succede a una popolazione, non garantisce come reagirà una singola pelle.

Dove lo trovi in etichetta

Compare come Phenoxyethanol, quasi sempre nella parte finale dell’elenco, perché i conservanti si usano a percentuali basse. Vale però una precisazione che riguarda proprio questo caso: l’ordine degli ingredienti rispecchia le quantità soltanto sopra l’1%, e sotto quella soglia è libero. Dato che il phenoxyethanol è ammesso fino all’1%, la sua posizione esatta in coda dice poco più del fatto che sia impiegato a bassa concentrazione.

Se vuoi capire come si legge l’ordine degli ingredienti e che cosa cambia sopra e sotto l’1%, la spiegazione completa è nella guida su come si legge un INCI. Per leggere un’etichetta intera puoi usare l’analisi INCI.

Fonti: CosIng, Commissione europea. Parere SCCS/1575/16 del 6 ottobre 2016. Regolamento (CE) 1223/2009, Allegato V rif. 29.

Revisione: Redazione Eligenda Roma · 8 Agosto 2026

Riferimento normativo: Reg. (CE) 1223/2009 Allegato V rif. 29, massimo 1,0%, parere SCCS/1575/16

Dati degli ingredienti: CosIng, Commissione europea. Questa scheda descrive la funzione di un ingrediente e il quadro normativo europeo, e non sostituisce il parere di un medico.