Alcohol Denat. è alcol etilico a cui è stata aggiunta una sostanza che lo rende imbevibile. In Europa non compare negli allegati del Regolamento (CE) 1223/2009 fra le sostanze vietate o soggette a restrizione. Il punto finale fa parte del nome INCI. Nei cosmetici serve come solvente ed evapora in fretta.

Quella è la risposta breve. L’abbreviazione dopo lo spazio racconta però una vicenda di tasse, e conviene partire da lì.

Che cosa vuol dire quel denat.

La banca dati europea CosIng definisce questo ingrediente come alcol etilico denaturato con uno o più agenti denaturanti in conformità alla legislazione nazionale di ciascun paese dell’Unione europea. Vale la pena fermarsi su quel rimando: la legislazione in questione è fiscale.

L’alcol etilico paga l’accisa, l’imposta armonizzata a livello europeo sull’alcole e sulle bevande alcoliche. La direttiva 92/83/CEE, all’articolo 27, paragrafo 1, lettera b), esenta dall’accisa i prodotti «allo stesso tempo denaturati conformemente ai requisiti previsti dagli Stati membri ed impiegati per la fabbricazione di prodotti non destinati al consumo umano». Denaturare vuol dire aggiungere qualcosa che rende l’alcol imbevibile. La lettera b) pone due condizioni, e devono valere insieme: la denaturazione secondo i requisiti dello Stato e l’impiego in una fabbricazione estranea al consumo alimentare.

Poiché la direttiva lascia i requisiti ai singoli Stati, in Italia li stabilisce il D.M. 9 luglio 1996, n. 524. L’articolo 2 elenca le sostanze da aggiungere a ogni ettolitro anidro di alcol destinato alle profumerie e ai prodotti cosmetici, e il comma 3 assegna ciascuna formula a una categoria: le prime due alle profumerie alcoliche, un’altra ai prodotti liquidi e trasparenti come lacche e prodotti per capelli, un’altra ancora a «deodoranti, creme ed altri prodotti per la pelle», l’ultima all’igiene di denti e bocca. Quella assegnata alle creme, per dare un’idea, prevede muschio naturale o sintetico grammi 39,5 e alcool ter-butilico grammi 78,8 per ettolitro anidro. Lo stesso comma lascia poi all’amministrazione finanziaria la facoltà di autorizzare abbinamenti diversi.

Il compito del denaturante si esaurisce lì, sul piano fiscale. Quando Alcohol Denat. compare in un elenco di ingredienti, quell’abbreviazione segnala un adempimento tributario: in un cosmetico fabbricato in Italia le sostanze aggiunte sono quelle del decreto del 1996, altrove sono quelle che prevede lo Stato in cui l’alcol è stato denaturato.

Che cosa fa nella formula

CosIng attribuisce ad Alcohol Denat. sei funzioni: antischiuma, antimicrobico nel prodotto, astringente, fragranza, solvente e regolatore di viscosità. La più utile per capirlo è solvente. L’etanolo scioglie molecole che in acqua resterebbero insolubili e poi evapora, lasciando sulla pelle quello che trasportava. Da qui la sua presenza in tonici, spray, lacche e profumi, dove serve un veicolo capace di sparire in fretta.

Un dettaglio che conferma il ragionamento di prima: in CosIng la voce ALCOHOL, cioè l’etanolo non denaturato, porta lo stesso numero CAS 64-17-5 e la stessa identica lista di sei funzioni. La denaturazione cambia lo stato fiscale del liquido. Il comportamento in formula resta quello dell’etanolo.

Secca la pelle?

Questa è la domanda che conta, e la risposta onesta parte da un dato che l’etichetta tace: la concentrazione. Alcohol Denat. non compare negli allegati del Regolamento (CE) 1223/2009 fra le sostanze vietate o soggette a restrizione, quindi nessuna soglia massima è fissata e la quantità resta una scelta di chi formula. La stessa dicitura in etichetta può corrispondere a quantità molto diverse.

L’ordine dell’elenco qualcosa lo dice. Sopra l’1% gli ingredienti vanno elencati in ordine decrescente di peso, sotto quella soglia l’ordine è libero. Alcohol Denat. nelle prime posizioni segnala quindi una quantità rilevante; verso il fondo della lista, una quantità bassa. Come funziona questa regola lo spieghiamo per esteso nella guida su come si legge un INCI.

Resta il fatto che la percentuale da sola non chiude la questione. La stessa quantità si comporta in modo diverso a seconda di che cosa l’accompagna nel resto della formula, e la tollerabilità individuale è la variabile che nessuna etichetta può prevedere.

Gli altri alcohol dell’etichetta

Cetearyl Alcohol, Cetyl Alcohol e Stearyl Alcohol sono alcoli grassi, con numeri CAS diversi da quello dell’etanolo: CosIng li classifica fra emollienti, emulsionanti e regolatori di viscosità. Benzyl Alcohol è una sostanza ancora diversa: CosIng la registra fra i conservanti e la riporta come soggetta a restrizione (Allegato III rif. 45 e Allegato V rif. 34). Trovare la parola alcohol dentro un elenco, da sola, dice poco.

Dove lo trovi in etichetta

Compare come Alcohol Denat., punto finale compreso, perché quel punto appartiene al nome INCI. Per leggere un’etichetta intera puoi usare l’analisi INCI.

Fonti: CosIng, Commissione europea. Direttiva 92/83/CEE, art. 27, par. 1, lett. b). D.M. 9 luglio 1996, n. 524, art. 2 (G.U. 9 ottobre 1996, n. 237). Regolamento (CE) 1223/2009.

Revisione: Redazione Eligenda Roma · 8 Agosto 2026

Riferimento normativo: Reg. (CE) 1223/2009: nessun allegato, nessuna restrizione. Denaturazione: dir. 92/83/CEE art. 27 e D.M. 524/1996 art. 2

Dati degli ingredienti: CosIng, Commissione europea. Questa scheda descrive la funzione di un ingrediente e il quadro normativo europeo, e non sostituisce il parere di un medico.