Un ramo di amamelide disegnato in oro su fondo blu: tre fiori con i quattro petali sottili a nastro tipici di Hamamelis virginiana, accanto alle foglie ovali dalla nervatura marcata

Amamelide: a cosa serve sulla pelle, e perché la forma conta più della pianta

L’amamelide serve a restringere temporaneamente la superficie della pelle e a calmare il rossore: è un astringente vegetale, e la sua azione dipende dai tannini contenuti in foglie e corteccia. Il punto che l’etichetta da sola non chiarisce è che preparazioni diverse della stessa pianta si comportano in modo molto diverso, e che la forma più diffusa in commercio contiene alcol per definizione. Qui sotto trovi che cosa contiene la pianta, la differenza fra idrolato, estratto e tintura, il nodo dell’alcol, le controindicazioni e come leggere l’etichetta.

Che cos'è l'amamelide

L’amamelide è un arbusto della famiglia delle Hamamelidaceae, originario del Nord America. La specie usata in cosmetica ed erboristeria è Hamamelis virginiana, che in inglese si chiama witch hazel: è il nome che troverai sulla maggior parte dei prodotti importati.

Le parti che si usano

Si impiegano le foglie e la corteccia dei rami giovani. Sono due materie prime diverse, con concentrazioni diverse di principi attivi, e la scelta fra le due cambia il carattere del preparato finale.

Come si chiama in etichetta

Sulla confezione di un cosmetico l’amamelide compare con il nome botanico latino. Le diciture più frequenti sono Hamamelis Virginiana Water (l’acqua distillata), Hamamelis Virginiana Leaf Extract e Hamamelis Virginiana Bark Extract. La parola che segue il nome della pianta dice quale preparazione è finita in formula, ed è l’informazione più utile della riga. L’elenco degli ingredienti segue regole precise di ordine e di nomenclatura.

Che cosa contiene la pianta

I componenti caratteristici sono i tannini, e la loro quantità cambia molto secondo la parte impiegata. In una rassegna del 2025 sulle applicazioni cosmetiche dell’amamelide, pubblicata su Molecules, le foglie essiccate sono indicate al 3-10% di tannini e la corteccia all’8-12%.

Tannini: i responsabili dell’azione astringente. I più citati sono l’hamamelitannino e le proantocianidine.

Flavonoidi: dall’attività antiossidante.

Acidi fenolici: contribuiscono al profilo antiossidante complessivo.

Il dato da tenere a mente è la quota di tannini, perché è insieme la ragione per cui l’amamelide funziona e la ragione per cui, in certe forme, può risultare troppo aggressiva sul viso.

A che cosa serve sulla pelle

L'azione astringente

Astringente significa che i tannini legano le proteine della superficie cutanea e la fanno contrarre per un tempo breve. L’effetto percepito è una pelle più compatta e meno lucida subito dopo l’applicazione, ed è la ragione per cui l’amamelide è un classico dei tonici e dei prodotti per pelli con pori visibili.

È un effetto temporaneo e di superficie. Non riduce la dimensione dei pori in modo permanente, perché quella dipende dalla struttura del follicolo e non da un cosmetico.

L'azione lenitiva e purificante

Accanto all’astringenza, all’amamelide si attribuisce una funzione calmante sulla pelle arrossata e una funzione purificante, utile su una pelle che tende a impurità. Sono le due ragioni per cui compare nei tonici e nei prodotti del dopo-detersione.

Che cosa l'amamelide non fa

  • Non chiude i pori in modo permanente. L’effetto dura quanto l’applicazione.
  • Non cura l’acne. Un cosmetico, per definizione di legge, non ha finalità terapeutica.
  • Non è un filtro solare.
  • Non è delicata per il fatto di essere naturale. I tannini sono attivi, e in concentrazione alta la pelle sottile del viso lo sente.

Idrolato, estratto e tintura: la forma conta più della pianta

È la sezione che spiega perché due prodotti che dichiarano entrambi amamelide possono lasciare la pelle in stati opposti.

Idrolato, o acqua di amamelide: si ottiene per distillazione in corrente di vapore. Porta la frazione volatile e ha un carattere leggero, adatto a restare sulla pelle di tutto il viso.

Estratto: il vegetale viene messo a contatto con un solvente, che ne trascina i componenti secondo la propria affinità chimica. È la forma più concentrata in tannini.

Tintura: la macerazione avviene in alcol. È la forma più aggressiva sul viso, perché somma l’astringenza dei tannini all’effetto del solvente.

Una pelle reattiva che reagisce male a una tintura può tollerare benissimo un idrolato. Prima di concludere che l’amamelide non fa per te, vale la pena guardare quale amamelide avevi in mano.

Le tre preparazioni dell'amamelide a confronto: l'idrolato ottenuto per distillazione in vapore, povero di tannini e senza alcol; l'estratto, il più concentrato in tannini; e la tintura, macerata in alcol, la forma più aggressiva sul viso

Il nodo dell'alcol

Qui c’è un fatto che spiega buona parte della cattiva fama di questo ingrediente, e non riguarda la pianta.

La forma più diffusa in commercio è il distillato standardizzato secondo la farmacopea statunitense, la Witch Hazel USP. La sua specifica è precisa: 86% di distillato di Hamamelis virginiana e 14% di alcol etilico, aggiunto in fase di produzione come conservante e come astringente supplementare.

Chi prova la witch hazel americana e trova la pelle tirata e disidratata sta quasi sempre incontrando quel 14%. È anche il motivo per cui una parte della divulgazione anglosassone sconsiglia l’ingrediente in blocco: giudica una forma sola, e la scambia per la pianta.

In Italia l’idrolato di amamelide si trova comunemente senza aggiunta di alcol. La verifica sta in etichetta: si guarda dove compare Alcohol o Alcohol Denat. nell’elenco degli ingredienti. Più è in alto, più è presente.

Che cosa dicono le monografie europee

Il comitato per i medicinali vegetali dell’Agenzia europea per i medicinali ha pubblicato monografie sulla foglia e sulla corteccia di Hamamelis virginiana. Vanno lette per quello che dicono davvero: riconoscono usi tradizionali su altre zone del corpo e sulle mucose, e non riguardano l’applicazione cosmetica sul viso.

Il riconoscimento è inoltre per uso tradizionale, la categoria fondata su una lunga storia d’impiego, distinta da quella dell’uso clinicamente consolidato.

Se ne ricava una conclusione onesta: l’impiego dell’amamelide nei cosmetici per il viso poggia sulla formulazione e sulla tradizione cosmetica, e non su un’indicazione medica europea. Attribuire a una crema per il viso un riconoscimento nato per un altro prodotto e per un’altra parte del corpo sarebbe un salto che la norma non consente.

Controindicazioni e precauzioni

È fra le domande più frequenti su questo ingrediente.

Pelle secca e barriera già indebolita

Su una pelle secca, disidratata o con la barriera già provata, un astringente concentrato può accentuare la sensazione di pelle che tira. In questi casi conviene la forma leggera e priva di alcol, e in ogni caso non serve applicarla più volte al giorno.

Reazioni da contatto

Come per ogni estratto vegetale, sono possibili reazioni da contatto. Prima di usare sul viso un prodotto nuovo, applicane una piccola quantità all’interno dell’avambraccio e aspetta ventiquattro ore. Resta una precauzione domestica: la diagnosi di un’allergia da contatto si fa con un patch test da un dermatologo o da un allergologo.

Il contorno occhi

La pelle del contorno occhi è la più sottile del viso e va trattata con formule pensate per lei. Un tonico astringente si applica sul viso evitando quell’area.

Quando rivolgersi al medico

Rossore che aumenta con i giorni, prurito che persiste, bruciore, desquamazione marcata. In questi casi si sospende il prodotto e si chiede un parere, senza sostituirlo con un altro cosmetico nella stessa settimana.

Come si legge un'etichetta con l'amamelide

Tre controlli, nell’ordine.

  1. Quale preparazione. Water indica il distillato, Leaf Extract e Bark Extract le forme più concentrate in tannini.
  2. Dove sta l’alcol. Si cerca Alcohol o Alcohol Denat. e si guarda la posizione nell’elenco.
  3. Che cosa la accompagna. Un astringente in compagnia di umettanti e di estratti calmanti si comporta diversamente da un astringente da solo.

Il terzo controllo è quello che si dimentica più spesso, ed è quello che decide come finisce l’applicazione.

L'amamelide nella linea Eligenda Roma

Nella linea Eligenda Roma l’amamelide è nella Lozione Tonificante Rigenerante, e in nessun altro prodotto. Il Latte, il Siero, la Crema e il Contorno Occhi sono costruiti su altri attivi.

La forma impiegata è l’acqua di amamelide, cioè l’idrolato: un distillato rigenerante e lenitivo per la pelle delicata e arrossata, che grazie all’azione astringente svolge una funzione purificante sull’epidermide ed è adatto anche alle pelli impure. La lozione è priva di alcool, quindi il nodo descritto più sopra qui non si pone.

Lozione Tonificante Rigenerante

Una lozione delicata e priva di alcool, da applicare su viso e collo con un dischetto di cotone dopo il Latte Detergente Restitutivo. Formato 200 ml, per tutti i tipi di pelle.

Lozione Tonificante Rigenerante Eligenda Roma, flacone da 200 ml

Accanto all’amamelide la formula prevede acqua di camomilla, acqua di elicriso, estratto di calendula, estratto di cetriolo e glicerina vegetale: l’astringente non lavora da solo, ed è il terzo dei tre controlli descritti qui sopra.

Nella sequenza la lozione si colloca dopo la detersione e prima del siero, secondo l’ordine della routine.

In sintesi

L’amamelide è un astringente vegetale che deve la sua azione ai tannini, presenti al 3-10% nelle foglie e all’8-12% nella corteccia. Sulla pelle restringe temporaneamente la superficie e attenua il rossore, senza modificare in modo permanente la dimensione dei pori. La differenza che conta davvero è la preparazione: l’idrolato è leggero, l’estratto è concentrato, la tintura è la forma più aggressiva sul viso. Buona parte della sua cattiva fama viene dal distillato standard americano, che contiene per specifica il 14% di alcol. Le monografie europee riguardano usi tradizionali su altre zone del corpo, non il viso, e il resto lo decide la formula.

A cura della Dott.ssa Emanuela Silvi, Founder di Eligenda Roma.

Domande frequenti

A cosa serve l’amamelide sulla pelle? L’amamelide serve a restringere temporaneamente la superficie cutanea e ad attenuare il rossore. L’azione dipende dai tannini, presenti al 3-10% nelle foglie e all’8-12% nella corteccia. È un classico dei tonici e dei prodotti del dopo-detersione, con un effetto di superficie che dura quanto l’applicazione.

A cosa serve l’acqua di amamelide? L’acqua di amamelide, o idrolato, è il distillato in corrente di vapore della pianta. È la forma più leggera fra quelle disponibili e la più adatta a restare su tutto il viso, perché porta la frazione volatile invece della concentrazione di tannini tipica degli estratti. In etichetta si riconosce dalla dicitura Hamamelis Virginiana Water.

Quali sono le controindicazioni dell’amamelide? Su pelle secca, disidratata o con la barriera indebolita un astringente concentrato può accentuare la sensazione di pelle che tira. Sono inoltre possibili reazioni da contatto, come per ogni estratto vegetale. Conviene provare il prodotto all’interno dell’avambraccio per ventiquattro ore, evitare il contorno occhi e sospendere se il rossore aumenta.

L’amamelide fa male alla pelle? La risposta dipende dalla preparazione più che dalla pianta. Il distillato standardizzato secondo la farmacopea statunitense contiene per specifica il 14% di alcol etilico, ed è da lì che arriva gran parte della fama di ingrediente che secca. Un idrolato privo di alcol, accompagnato da umettanti e da estratti calmanti, è un’altra cosa.

L’amamelide restringe i pori? L’amamelide dà un effetto di compattezza percepibile subito dopo l’applicazione, ma non riduce in modo permanente la dimensione dei pori: quella dipende dalla struttura del follicolo, su cui un cosmetico non interviene. L’effetto dura quanto l’applicazione e va rinnovato.

Che differenza c’è fra idrolato, estratto e tintura di amamelide? L’idrolato si ottiene per distillazione in corrente di vapore ed è la forma più leggera. L’estratto nasce dal contatto con un solvente ed è più concentrato in tannini. La tintura è una macerazione in alcol ed è la forma più aggressiva sul viso, perché somma l’astringenza dei tannini all’effetto del solvente.

L’amamelide si può usare tutti i giorni? Un idrolato senza alcol in un tonico è pensato per l’uso quotidiano, in genere mattina e sera. Le forme concentrate e quelle alcoliche vanno usate con più prudenza e non su tutto il viso. Su pelle secca o reattiva è ragionevole limitarsi a una applicazione al giorno.

In quale prodotto Eligenda Roma c’è l’amamelide? L’amamelide è presente soltanto nella Lozione Tonificante Rigenerante da 200 ml, nella forma di acqua di amamelide, cioè l’idrolato. La lozione è priva di alcool e affianca all’amamelide acqua di camomilla, acqua di elicriso, estratto di calendula, estratto di cetriolo e glicerina vegetale. Il Latte, il Siero, la Crema e il Contorno Occhi sono costruiti su altri attivi.

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